Chris Squire

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E così, alla fine se n’è andato.

Poco più di quaranta giorni fa aveva annunciato al mondo la sua malattia, e che il suo posto negli Yes sarebbe stato momentaneamente preso da Billy Sherwood. Questo faceva sperare in un suo ritorno, ci illudeva che la rara leucemia che lo aveva colpito non fosse così cattiva e che la speranza di rivederlo imbracciare il suo Rickenbacker non fosse vana.

Invece, domenica pomeriggio, il tam tam di Internet annuncia la triste notizia: la malattia ha vinto la sua battaglia.

Chris Squire, il gigante buono, non suonerà più.

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Un duro colpo, per me.

Per me, che per vent’anni ho navigato in acque oscure, senza trovare un approdo sicuro, e che quando finalmente sono riuscita a toccare terra, il bello e il buono della musica se n’erano già andati, come una banderuola portata via dal vento.

Ho fatto in tempo ad accarezzarne la coda, è vero… ho fatto in tempo a vedere le ultime vestigia di quello che, da cinque anni in qua, considero il più grande gruppo mai esistito. Ho fatto in tempo ad avere i miei cinque minuti di gloria potendo toccare Chris, Alan, (Steve no, lui non si fa toccare…), e potendo avere la foto che mi immortala con loro, ovviamente con Chris al mio fianco. Ho già nel cassetto due vividi ricordi di Rick Wakeman, un altro lo collezionerò fra una settimana e un altro ancora in settembre.

Ma, ora che Chris non c’è più, il sogno è definitivamente tramontato. Come ha scritto Rick nel suo sito: “Chris’s passing, truly marks the end of an era“. Ed è la verità.

Io e Chris

Chris Squire è stato uno dei più grandi e importanti bassisti della storia del rock. E non me ne vogliano gli altri. In un momento storico in cui il ruolo del basso era visto come una figura di secondo piano, quasi sempre nascosta dietro alla line-up melodica principale, Chris ha saputo inventare un suono nuovo e ritagliarsi uno spazio nuovo, aggiungendo alle linee di basso che tirava fuori dal suo Rickenbacker delle sorprendenti armonie vocali che si sposarono subito con il finto falsetto di Jon Anderson, e diedero luce al mito degli Yes. La sua ricerca maniacale della perfezione, e la genialità nella definizione di quel suono così unico, ottenuto separando le frequenze alte da quelle basse e inviandole a due diversi amplificatori, ne hanno fatto un pioniere e un innovatore del suo genere.

L’eredità che lascia è immensa, partendo da tanti musicisti che calcano attualmente le scene per arrivare ad una piccola suonatrice come me, che fino a qualche anno fa era imprigionata in una nube oscura nella quale il basso di Chris ha saputo fare breccia. Un fulmine che ha illuminato la mia via, dandomi la spinta per fare il salto di qualità definitivo della mia maturità musicale.

Per questo motivo Chris Squire è tanto importante per me, e ne sento già enormemente la mancanza.

Un bassista che ha saputo unire una tecnica sopraffina, con una mano destra micidiale, ad una creatività straordinaria, che ha saputo fare da collante nei periodi difficili che gli Yes hanno attraversato, che non ha mai smesso di credere nel gruppo, dando la spinta alle tante reunion avute nel tempo.

Il “gigante buono”, come lo chiamavano… e anche un gran burlone… ho ancora nelle orecchie i farfugliamenti che mi sussurrava mentre cercavo di stare, tutta seria e impettita, in posa al suo fianco, davanti alla macchina fotografica, tentativo che si rivelò poi vano. Avrei voluto dirgli tante cose, ma ero ‘dazed and confused’, e non potei fare altro che guardarlo con ammirazione e adorazione.

Tempus Fugit, Chris, ed ora sei fuggito con lui.

Ci sono, e ci sono sempre state, due cosiddette “correnti” legate alla musica degli Yes.

La prima è quella che, senza sconti e senza concessioni, proclama che gli Yes sono formati dal quintetto base Anderson-Howe-Squire-Wakeman-White (Bruford in alcuni casi) e che tutte le altre sono delle tribute band; una frangia un po’ più morbida di quest’ala di “estremisti” concede l’intervallarsi di tastieristi vari, a patto che alla voce ci sia comunque Jon Anderson e alla chitarra Steve Howe.

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La seconda corrente è quella legata alla cosiddetta “musica degli Yes”, e porta avanti il suo credo senza fare distinzioni (o almeno, senza porre limiti imprescindibili) su chi si avvicenda nel ruolo di cantante o di tastierista, pur con una nostalgica malinconia nel cuore. In questo caso ogni concerto degli Yes, quali che siano i musicisti presenti sul palco, è l’ennesima occasione per ascoltare la musica degli Yes, i loro album, le loro melodie, la loro grandezza, i loro fantastici ed eterei viaggi interplanetari.

In una intervista di qualche tempo fa, Chris disse: “Now, I can be a bit philosophical about the whole future of Yes. It’s possible there could be a yes 100 or 200 years from now. Apart from a modern medical miracle, I probably wont be in it! But the idea of a Yes band, like there are symphony orchestras, is not beyond possibility.”

Credo che questo spieghi abbastanza bene perchè nella band abbiamo visto tanti avvicendamenti negli ultimi anni. La musica, prima di tutto. La musica degli Yes. O almeno, mettiamola così.

E ora? Ora che The Fish non prenderà mai più in mano il suo Rickenbacker 4001, che succederà?

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Io credo che gli Yes andranno avanti. Fino a che ci sarà qualcuno di loro che porterà avanti il messaggio della loro musica, si sentirà ancora parlare di Yes. E il prossimo concerto a cui assisterò, spero nel 2016, sarà la degna celebrazione del loro fondatore. Ma sarà dura non vederlo più al suo posto, con il suo 4001 fra le mani. Molto dura. Però chissà che non capiti l’impossibile, chissà che la scomparsa di Chris non riesca ad appianare le divergenze attuali e a regalarci l’ultima favola.

Sarebbe davvero il suo lascito più bello.

Nel frattempo, io lo voglio ricordare così, con le note e le parole della più incantevole canzone che lui abbia mai scritto.

Addio Chris, buon viaggio e grazie. I’ll always miss you.

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Rick Wakeman Piano Solo – Venerdì 24 Aprile 2015 ore 21.00 – Teatro Olimpico di Vicenza

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http://www.schiolife.com
RICK WAKEMAN
Piano Solo
VENERDI’ 24 APRILE 2015 ore 21.00
Teatro OLIMPICO di VICENZA

Dopo il concerto straordinario di sabato scorso di Eugenio Finardi, ora si avvicina il momento di RICK WAKEMAN al Teatro Olimpico di Vicenza. Un appuntamento con la storia perchè – lo so siamo ripetitivi – ma sarà il primo rappresentante della musica Rock a tenere un concerto in questo teatro che in molti definiscono “il più bello del mondo”.

A questo link puoi gustarti la video-intervista di Stefano Rossi a questo grande uomo che dimostra una volta ancora la sua umanità e il carisma immutato > www.youtube.com/watch

La musica-che-non-si-ferma al suo apice con il mago delle tastiere “Lunga chioma bionda”
Biglietti numerati di PLATEA e GRADINATA ► Euro 45,00
In prevendita:
► sul nostro sito: http://www.schiolife.com/prenotazione-posto_lit_68_262.asp?id_concerto=40► on-line Vivaticket con scelta del posto: http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg%5Bsell%5D&cmd=tabellaPrezzi&pcode=3593222&tcode=tl016920

DISCOVERY – Schio, Galleria Conte – tel. 347 4522668

TEATRO COMUNALE – Vicenza, Viale Mazzini – tel. 0444 324442

► e su tutto circuito VIVATICKET www.vivaticket.it/index.php

A breve dettagli anche per il concerto dei CARAVAN a Schio.
Keep moving to be stable, ciao
Claudio Canova
SchioLife

 

Rick Wakeman – Piano Solo – Venerdì 24 Aprile 2015, ore 21.00 – Teatro Olimpico, Vicenza

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RICK WAKEMAN
Piano Solo
VENERDI’ 24 APRILE 2015 ore 21.00
Teatro OLIMPICO di VICENZA

Nella meraviglia del TEATRO OLIMPICO di VICENZA – www.olimpicovicenza.it/ – un artista tra i più rappresentativi del rock mondiale, si esibirà in piano solo.

Diplomato all’Opera di Londra, ha iniziato la sua carriera negli anni ’60 come turnista in sala, incidendo in media anche 30 pezzi l’anno. E’ entrato, poi, a far parte di uno dei gruppi precursori del rock sinfonico, gliStrawbs, passando poi ai mitici YES, con cui, in pratica, inventò un nuovo modo di usare le tastiere e il Minimoog, aprendo letteralmente la strada alle moderne tecniche ed ai suoni del progressive-rock. Con gli Yes incise “Fragile”, “Close to the Edge” e “Yessongs”, album storici che hanno da tempo superato i 40 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Come solista ha inciso “The Six Wives of Henry VIII”, altro successo planetario con gli oltre 10 milioni di copie vendute. E’ stato, inoltre, per anni, l’arrangiatore di David Bowie e di Elton John; ha realizzato dischi con tantissimi artisti quali Cat Stevens, Black Sabbath e Lou Reed
Biglietti numerati di PLATEA e GRADINATA ► Euro 45,00
In prevendita direttamente QUI  www.schiolife.com/prenotazione-posto_lit_68_262.asp
on-line Vivaticket www.vivaticket.it/index.php
DISCOVERY – Schio, Galleria Conte – tel. 347 4522668
TEATRO COMUNALE – Vicenza, Viale Mazzini – tel. 0444 324442
e su tutto circuito VIVATICKET www.vivaticket.it/index.php